Tutorial

1. La struttura e le attività di CollectIUS.

Nella primavera 2015, gli studenti del Corso di Metodologia ed Informatica Giuridica della sede trevigiana della Scuola di Giurisprudenza dell’Università Padova, sotto la guida del Professor Paolo Moro, ottengono, nell’ambito dei “Progetti Innovativi degli Studenti”, un finanziamento volto allo sviluppo del progetto denominato “CollectIUS”.

CollectIUS è una piattaforma informatica attraverso la quale studenti e studiosi, docenti e professionisti, operanti prettamente, ma non esclusivamente, nel settore giuridico, potranno effettuare ricerche di dati, discutere casi pratici, creare un proprio archivio personale basato sui materiali contenuti nella piattaforma.

In questo articolo si darà conto del funzionamento e della struttura, nonché della valenza, didattica in primis, ma anche retorico-processuale di questo strumento informatico.

La piattaforma giuridica interattiva CollectIUS è funzionalmente strutturata secondo uno schema topico e consente, infatti, di porre in essere le tre peculiari attività della topica, ossia l’arte della ricerca di argomentazioni giuridiche, e vale a dire:

  1. L’attività di ricerca (éuresis o inventio)

  2. L’attività di discussione (diaporeín)

  3. L’attività di raccolta di contenuti preferiti (collezione di éndoxa)

Si tratta, pertanto, di uno spazio dialettico, di argomentazione giuridica, all’interno del quale vengono pertanto coniugati insieme un approccio computante ed uno ipertestuale, utilizzando, quale punto di partenza una infrastruttura tecnica polivalente, declinabile in una molteplicità indefinita di applicazioni concrete. Tra le strutture cui la piattaforma si ispira, possiamo individuare le piattaforme di blogging, i sistemi di archiviazione di dati strutturati collaborativi noti con il generico nome di wiki, nonché i network social, in particolare con riferimento a quelli aventi finalità professionale. Al fine rendere la struttura di CollectIUS compatibile con le funzioni cui esso è deputato, tali strutture sono state estesamente modificate.

Come ogni programma informatico, anche CollectIUS viene sviluppato attraverso molteplici fasi. La prima fase (cd. Alpha) è quella nella quale la piattaforma ha visto la luce e la sua genesi primigenia, mettendo in discussione ogni suo aspetto, al fine di garantirne la massima funzionalità. La seconda fase (cd. Beta), invece, cui la piattaforma si sta attualmente approcciando, è deputata a testarne le funzioni. A questa seguiranno due fase conclusive: la prima, denominata Unstable, finalizzata alla diffusione e ancora suscettibile di correttivi sostanziali; la seconda, denominata Stable, di stabilità.

Rinviando a quanto detto supra, CollectIUS consente di porre in essere tre attività, ciascuna delle quali possiede carattere topico, tuttavia traducendole in termini informatici. Passiamo a un esame dettagliato di queste.

La prima attività è quella di ricerca (search o inventio) della quale si occupa la macchina computante su richiesta dell’utente e viene posta in essere nell’ambito dei cosiddetti tag-cloud, ovvero aggregati di concetti utilizzati con frequenza particolare. La tag-cloud presenta record di particolare rilevanza assoluta o relativa. L’inventio giuridica avviene, inoltre, utilizzando una modalità freetext, ossia senza una griglia di parametri prestabiliti da compilare, bensì ricercando termini in maniera totalmente sganciata e libera, dando piena libertà alla ricerca convenzionale, tenendo conto solamente delle parole chiave, tag o keyword che siano, assegnate.

La seconda attività prevede la discussione (discuss o diaporèin) attraverso la costruzione di soluzioni giuridiche motivate. Il punto di partenza è sempre un caso pratico (di qui l’approccio casistico di CollectIUS), il quale per ragioni di convenienza sarà riportato sempre in termini generici ed astratti, che verrà fatto confluire all’interno di un Workflow o tema di discussione. Il tema determina, quindi, le premesse da discutere in forma argomentativa, che al termine della discussione saranno sussunte e compendiate nella sinossi conclusiva. Il punto focale dell’attività de quo è costituito dalla discussione del caso, secondo uno schema tipicamente dialettico. Ogni utente avrà la possibilità di esprimere il proprio parere o tesi, ricavandone una regola generale ed astratta (parimenti alla formulazione della traccia del caso), che risolva in maniera concisa ed essenziale la questione, a mo’ della massima di una sentenza. Ogni tesi può assumere, rispetto a quella nei cui confronti si pone come riposta, la forma di un’obiezione o di una precisazione, opportunamente segnalate graficamente, per una più facile individuazione, attraverso richiami visivi al colore, rispettivamente, rosso o verde; la discussione si basa quindi su contenuti argomentati e definiti tramite connettori logici relazionali. Come chiarisce preliminarmente il termine, le obiezioni hanno finalità di confutazione, mentre le precisazioni si pongono in linea con una certa tesi, rispetto alla quale aggiungono un quid pluris.

La discussione del caso è importante che abbia carattere dialettico, onde per cui i vari utenti, che intendano prendevi parte, sono tenuti, necessariamente, ad argomentare la tesi sostenuta. Ai fini di tale argomentazione l’utente dovrà servirsi di argomenti tratti principalmente da dottrina, giurisprudenza e fonti normative, facendo riferimento, attraverso apposite citazioni, alle fonti cui abbia attinto. I contributi progressivamente inseriti, infine, verranno moderati dal responsabile della piattaforma o dagli autori dei singoli workflow.

La terza e ultima attività di competenza della piattaforma risulta essere quella di creazione di un repertorio di contenuti preferiti (collect o collezione di éndoxa), infatti, attraverso l’apposito comando sarà possibile far confluire tutte le discussioni, preferite e ritenute di maggior interesse, in un proprio archivio personale (o bookmark), all’interno della piattaforma, sì da reperirle con maggiore velocità. Considerate queste due attività, dunque, CollectIUS opera come una vera e propria banca dati. I due elementi che segnano, tuttavia, il discrimen tra lo strumento de quo e una banca dati che potremmo definire “classica”, constano, in prima battuta, nel fatto che questa piattaforma topica sia più di un semplice e statico contenitore di dati all’interno del quale reperire informazioni utili; in seconda istanza, non dobbiamo dimenticare che, mentre le banche dati classiche, hanno un contenuto che, sebbene amplissimo, potremmo definire oggettivo e standardizzato in quanto uguale per tutti gli utenti, CollectIUS, per quanto più “limitato” contenutisticamente, consente invece a ciascun utente di personalizzare il proprio archivio facendovi confluire gli argomenti di maggiore interesse ed utilità. Difatti le discussioni cui si partecipa vengono inserite automaticamente tra i propri preferiti. Inoltre la tag-cloud permette di rintracciare e “navigare” all’interno del proprio repertorio di éndoxa.

Lo schema dialettico della piattaforma, pertanto, emerge non soltanto osservando la modalità di discussione, bensì in primis dall’attività di argomentazione, che si mostra in tutta la sua evidenza scorrendo i vari interventi relativi ai workflow nella piattaforma, e inoltre da tutte le altre attività che restano, per così dire, “nascoste”, quali ad esempio la inventio e la dispositio degli argomenti utilizzati al fine di intervenire alla discussione o iniziarne ex novo una. Tale caratteristica rileva anche da un punto di vista grafico, grazie alla particolare interfaccia del sito di CollectIUS, la quale, pur con le fisiologiche limitazioni intrinseche a uno strumento informatico, cerca di riprodurre visivamente la ciclicità del ragionamento dialettico, riprendendo all’inizio ed alla fine di ogni workflow la sinossi riassuntiva del caso.

Per di più, CollectIUS rende agevole apprendere, quasi inconsapevolmente, il corretto metodo da utilizzare nell’attività giuridica, ossia quello retorico, che si colloca a metà strada tra la logica statica della semplice norma e quella dinamica della controversia concreta. Questo metodo considera come, alla base del ragionamento giuridico, vi debbano essere delle premesse c.d. endossali, ossia caratterizzate da una particolare autorevolezza e sempre suscettibili di confutazione, attraverso argomenti ben calibrati e supportati. Viene così a rendersi necessario, per il giurista moderno così come è stato per quello dell’età classica, imparare a valersi di un ragionamento dialogico, caratterizzato da un contraddittorio agonistico, all’interno del quale la cooperazione tra più parti è imprescindibile e necessaria. Un metodo di tale sorta può auspicabilmente essere praticato anche attraverso l’uso di strumenti informatici, molto versatili, ed è proprio ciò che si propone di raggiungere la piattaforma CollectIUS, ovviamente compiendo una piccola “rivoluzione”. È necessario realizzare un cambiamento della scrittura e del linguaggio, utilizzando la logica combinatoria, alla base del pensiero computante informatico, tuttavia inserendola all’interno di un pensiero retorico e circolare che non utilizza nessun assioma, ma, piuttosto, pone tutto in continua discussione.

Le potenzialità di tali strumenti informatici, e specialmente la velocità di trasmissione delle informazioni, così come la possibilità di raggiugere una platea infinita di soggetti, tutti potenzialmente parte della discussione retorica, permettono di portare alla luce una piattaforma giuridica informatica. Inoltre, l’informatica connessa alla rete telematica, che richiama pertanto l’idea di una rete dialogica e cooperativa tra gli utenti, si coordina perfettamente con l’idea stessa di retorica, intesa come l’arte dialogica della comunicazione persuasiva, che vuole fare i conti con la controversia concreta. La rete è pertanto il paradigma dell’età contemporanea, indice di una comunicazione relazionale o di una connessione collegante, che si trova alla base della convivenza umana.

2. L’accesso a CollectIUS.

La piattaforma giuridica, richiamando un pubblico necessariamente selezionato di “esperti” nel settore, sarà aperta solamente a coloro che si siano registrati, giacché il sistema prevede la profilazione dell’utente, al fine di determinarne ruolo e autorevolezza di base. Per quanto riguarda lo stato attuale delle cose, sia la consultazione dei contenuti della piattaforma che le attività di inventio, diaporèin e raccolta di éndoxa, sono consentite solamente a chi si sia registrato. Si prevede, invece, che in futuro, la mera consultazione sarà consentita anche ai non registrati, mentre tutte le altre attività potranno essere utilmente compiute solamente dagli utenti CollectIUS. Peraltro, nelle fasi di sviluppo più avanzate, si vorrebbe arrivare a distinguere varie tipologie di utenti, a seconda dell’accreditamento da essi raggiunto. Questo accesso “privilegiato” consente di evitare che intervengano anche soggetti che, in quanto non in grado di fornire un contributo utile, possano determinare confusione.

In ogni caso, la profilazione in CollectIUS non è garanzia d’intervento “libero” e indiscriminato, infatti il Web Master provvederà a controllare e approvare i singoli interventi, talché chi intervenga in maniera inopportuna, vedrà bloccata la propria azione. Esiste altresì una forma di feedback all’interno della stessa piattaforma, in forza della quale gli utenti possano valutare i singoli interventi, determinandone il ranking. Si potrà assegnare, infatti, un voto positivo o negativo al singolo contributo dell’utente, utilizzando un’apposita icona, sì che il valore dell’intervento sarà direttamente proporzionato al valore collettivamente attribuito a colui il quale lo ponga in essere. Altra forma di accreditamento si ha proprio grazie alla profilazione, dovendo ogni utente, che si registri, segnalare il proprio livello di competenza, sia esso, ad esempio, studente, laureando, docente, avvocato o magistrato.

3. Funzionalità e tutorial.

Preliminarmente, per accedere alla piattaforma, è necessario appunto registrarsi, specificando la propria qualifica giuridica ed in seguito effettuare così l’accesso a CollectIUS attraverso il login, inserendo nome utente e password assegnati. Per accedere alla prima tra le funzioni della piattaforma, ossia quella di ricerca di temi di discussione (Workflow) che affrontino argomenti di proprio interesse, è necessario cliccare sul corrispondente comando “Search”, che si potrà trovare nella home page del sito della piattaforma. Una volta visualizzata la barra full text di ricerca, sarà sufficiente inserire una o più parole chiave utili ad orientare il sistema computante. Si potrà, così, accedere all’intero prontuario di casi giuridici, raccolti in CollectIUS attraverso la sua peculiare funzione di repertorio.

Invece, per accedere alla funzione di proprio repertorio, visualizzando la propria collezione personale di casi “preferiti” trattati, sarà sufficiente cliccare sul comando “Collect”, trovato sempre nella Home. I temi di interesse, trattati nell’area della discussione, per essere esportati all’interno della propria raccolta personale, dovranno essere contrassegnati cliccando sul corrispondente comando che si troverà in prossimità di ogni singolo Workflow.

E ancora, per contribuire in prima persona a implementare le due funzioni sopra esposte, è necessario partecipare alla terza ed ultima funzione, ossia quella riguardante la discussione. Pertanto, per risolvere dialetticamente casi giuridici controversi che qui saranno successivamente posti, dalla Home page è necessario cliccare sul comando “Discuss”, e si accederà così a tutti i casi inseriti in CollectIUS. Si può contribuire, quindi, alla formazione del tema di discussione contenuto nel Workflow, che sarà mediato dal soggetto fondatore dello stesso o dal master di CollectIUS. Ovviamente, CollectIUS offre anche la possibilità, per l’utente, di inserire ex novo un ulteriore caso controverso, attorno al quale si voglia far sorgere una discussione, che confluirà nel rispettivo Workflow. Difatti, nel caso in cui utilizzando il motore di ricerca di CollectIUS, non si trovi alcun tema che tratti la questione di proprio interesse, sarà disponibile l’opzione, con il rispettivo comando, che preveda l’inserimento di un nuovo caso, ovviamente previa richiesta, da parte dell’utente CollectIUS, di un particolare accreditamento, cui si occuperà il Web master della piattaforma. Tale richiesta si concretizzerà nella necessaria compilazione di un una serie di campi dedicati, per motivare e descrivere in maniera estremamente flessibile la proposta di inserimento, giacché possa essere adeguatamente moderata dal Web Master. L’utente che riceva l’accreditamento contribuirà, inoltre, a mediare al successivo flusso di discussione del Workflow, ovviamente sotto supervisione generale del Web Master, e provvederà anche alla redazione della sinossi conclusiva, di cui si dirà a breve.

CollectIUS, giacché possa esprimere al meglio le proprie numerose potenzialità, è necessario sia caratterizzata da alcune regole formali, in relazione all’inserimento dei singoli contributi. Difatti, nel caso in cui si voglia porre all’interno della piattaforma un problema di ius controversum, per redigere la traccia del caso in questione, sarà prima di tutto necessario assegnargli un titolo sintetico, già comprensivo della più probabile soluzione, formulato in termini di domanda, inserendo il concreto nell’astratto quindi. Il caso, che individua l’essenza della controversia, deve essere esposto in termini astratti e generici, rendendolo indeterminato, e in sua conclusione si deve apporre l’espressione “Quid iuris?”.

Alla sinossi conclusiva, compendiativa di tutte le tesi che siano di maggior risalto, rimane comunque caratterizzata da una certa provvisorietà, in continua evoluzione in base alle risposte lasciate, e al suo interno sarà esposto sinteticamente un compendio conclusivo e risolutivo del caso controverso, frutto delle tesi esposte. Il mediatore deve, anche per quanto riguarda la sinossi, assegnare un titolo, coincidente con quello del caso, tuttavia espresso in termini di certezza risolutiva.

Più nel dettaglio, nel caso in cui si voglia aggiungere commenti, che confluiranno in un Workflow aperto precedentemente, si dovrà cliccare sul comando “lascia una risposta”, inserendo nell’apposita casella di testo le parole chiave, che determineranno i tag della propria tesi, che devono cogliere i punti nevralgici delle soluzioni dei problemi proposti. Inoltre si dovrà precisare quale connettore logico, a scelta tra obiezione o precisazione, caratterizzerà il proprio contributo rispetto alla tesi a cui ci si vuole “agganciare” o alla quale si vuole rispondere. Le risposte che vogliano avvallare, precisando solamente un qualche contributo, graficamente saranno caratterizzate da un profilo di colore verde, mentre in caso di obiezione, quest’ultimo sarà rosso. Per completare la propria risposta è fondamentale argomentare dialetticamente, con forti prove a sostegno, la tesi che si vuole sostenere, inserendo l’argomentazione nell’apposita casella, utilizzando argomenti notevoli e persuasivi, appartenenti a fonti quali giurisprudenza, dottrina, fonti normative interne o internazionali, monografie, motori di ricerca giuridici, liste di discussione giuridica, o siti degli studi legali. La necessità di riempire tale casella, aiuta l’utente di CollectIUS a sviluppare quella capacità di inventio, basilare all’interno del ragionamento giuridico, ad ogni suo livello. Gli argomenti si devono esporre seguendo l’ordine che sembri più logico e persuasivo, facendo esercizio quindi di Dispositio. Per quanto riguarda l’attività di Elocutio, si deve cercare di mantenere uno stile distaccato ed astratto, inserendo tra parentesi quadre, così da non interrompere il flusso dialettico dell’argomentazione, gli estremi delle citazioni delle fonti cui fare riferimento, limitandosi solamente a brevi riferimenti. In una fase successiva tali riferimenti potrebbero diventare link ipertestuali ai relativi testi integrali delle opinioni, norme o sentenze. Infine si deve riempire la casella relativa alla tesi, delineando una regola generale, astratta, concisa, essenziale e risolutiva della questione, quasi si trattasse della massima di una sentenza o di una disposizione normativa. La tesi, infatti, è la generalizzazione regolativa del caso e si costituisce come massima esplicativa della soluzione ragionata del problema proposto. Il profilo di chi lascia la risposta sarà sempre rintracciabile, ove l’utente legga le argomentazioni e voglia conoscere chi le abbia scritte. La soluzione del caso sarà visibile interamente all’interno del riquadro riservato alla tesi, invece, lo sarà solo per una parte delle argomentazioni, con un invito a “leggere tutto”. Il lettore sarà, così, attirato prima di tutto dalle soluzioni dei casi e poi dalle argomentazioni, che in futuro potranno essere completamente accessibili solo agli utenti “premium”. Per concludere si dovrà cliccare sull’apposito tasto di conferma sottostante. Questo preciso schema d’inserimento deve essere ripetuto per ogni successiva risposta o commento.

La discussione, costruita idealmente su domande e risposte, deve essere organizzata in uno schema dialettico e si manifesta nell’argomentazione attraverso vere e proprie griglie concettuali. Il sistema di ciclicità a spirale del ragionamento dialettico è costituito visualmente dall’interfaccia della piattaforma, che offre la possibilità di far comprendere anche graficamente come le premesse siano costantemente in discussione, senza la tipica sequenzialità temporale del pensiero analitico. Difatti, la schermata della pagina del sito che viene proposta agli utenti CollectIUS è caratterizzata dalla proposizione della sinossi compendiativa, ai vertici della schermata, così come verrà riproposta ai piedi dell’intera discussione, ivi preliminarmente seguita dall’esposizione del caso controverso. Si vuole così, anche attraverso l’esposizione al contrario, capovolta della discussione, “upside down”, presentando il caso a valle e la sinossi a monte di tutta la discussione, rendere l’idea di ciclicità. Appena sotto alla sinossi si potranno trovare le risposte lasciate dai singoli utenti, siano essere precisazioni od obiezioni, l’una affiancata all’altra. Tale risposte al caso, che potremmo pertanto definire di “primo livello”, sono presentate in ordine cronologico, mettendo quindi in rilievo e facendo visualizzare per primi i commenti più recenti. Ad ogni modo è molto semplice scorrere tra i commenti per risalire, con un semplice click, alle prime risposte. Inoltre, all’interno dello spazio dedicato ad ogni risposta, sarà possibile controllare se proprio a quel commento siano state opposte ulteriori precisazioni od obiezioni, di “secondo livello” in questo caso, che verranno visualizzate appena sotto al commento cui si riferiscano. Lo schema sopra esposto potrebbe ripetersi per ogni commento e a più livelli. La discussione si potrà, quindi, sviluppare sul piano orizzontale nei commenti di primo livello, mentre per accedere alle rispettive risposte di secondo livello, sarà sviluppata in senso verticale, per recuperare poi la visualizzazione sul piano orizzontale, nel caso vi fosse più di un commento. Questo schema di orizzontali e verticali che vanno via via intersecandosi tra loro, rimane compreso tra le due sinossi, che non mutano la propria posizione.