3. Funzionalità e tutorial

Preliminarmente, per accedere alla piattaforma, è necessario appunto registrarsi, specificando la propria qualifica giuridica ed in seguito effettuare così l’accesso a CollectIUS attraverso il login, inserendo nome utente e password assegnati. Per accedere alla prima tra le funzioni della piattaforma, ossia quella di ricerca di temi di discussione (Workflow) che affrontino argomenti di proprio interesse, è necessario cliccare sul corrispondente comando “Search”, che si potrà trovare nella home page del sito della piattaforma. Una volta visualizzata la barra full text di ricerca, sarà sufficiente inserire una o più parole chiave utili ad orientare il sistema computante. Si potrà, così, accedere all’intero prontuario di casi giuridici, raccolti in CollectIUS attraverso la sua peculiare funzione di repertorio.

Invece, per accedere alla funzione di proprio repertorio, visualizzando la propria collezione personale di casi “preferiti” trattati, sarà sufficiente cliccare sul comando “Collect”, trovato sempre nella Home. I temi di interesse, trattati nell’area della discussione, per essere esportati all’interno della propria raccolta personale, dovranno essere contrassegnati cliccando sul corrispondente comando che si troverà in prossimità di ogni singolo Workflow.

E ancora, per contribuire in prima persona a implementare le due funzioni sopra esposte, è necessario partecipare alla terza ed ultima funzione, ossia quella riguardante la discussione. Pertanto, per risolvere dialetticamente casi giuridici controversi che qui saranno successivamente posti, dalla Home page è necessario cliccare sul comando “Discuss”, e si accederà così a tutti i casi inseriti in CollectIUS. Si può contribuire, quindi, alla formazione del tema di discussione contenuto nel Workflow, che sarà mediato dal soggetto fondatore dello stesso o dal master di CollectIUS. Ovviamente, CollectIUS offre anche la possibilità, per l’utente, di inserire ex novo un ulteriore caso controverso, attorno al quale si voglia far sorgere una discussione, che confluirà nel rispettivo Workflow. Difatti, nel caso in cui utilizzando il motore di ricerca di CollectIUS, non si trovi alcun tema che tratti la questione di proprio interesse, sarà disponibile l’opzione, con il rispettivo comando, che preveda l’inserimento di un nuovo caso, ovviamente previa richiesta, da parte dell’utente CollectIUS, di un particolare accreditamento, cui si occuperà il Web master della piattaforma. Tale richiesta si concretizzerà nella necessaria compilazione di un una serie di campi dedicati, per motivare e descrivere in maniera estremamente flessibile la proposta di inserimento, giacché possa essere adeguatamente moderata dal Web Master. L’utente che riceva l’accreditamento contribuirà, inoltre, a mediare al successivo flusso di discussione del Workflow, ovviamente sotto supervisione generale del Web Master, e provvederà anche alla redazione della sinossi conclusiva, di cui si dirà a breve.

CollectIUS, giacché possa esprimere al meglio le proprie numerose potenzialità, è necessario sia caratterizzata da alcune regole formali, in relazione all’inserimento dei singoli contributi. Difatti, nel caso in cui si voglia porre all’interno della piattaforma un problema di ius controversum, per redigere la traccia del caso in questione, sarà prima di tutto necessario assegnargli un titolo sintetico, già comprensivo della più probabile soluzione, formulato in termini di domanda, inserendo il concreto nell’astratto quindi. Il caso, che individua l’essenza della controversia, deve essere esposto in termini astratti e generici, rendendolo indeterminato, e in sua conclusione si deve apporre l’espressione “Quid iuris?”.

Alla sinossi conclusiva, compendiativa di tutte le tesi che siano di maggior risalto, rimane comunque caratterizzata da una certa provvisorietà, in continua evoluzione in base alle risposte lasciate, e al suo interno sarà esposto sinteticamente un compendio conclusivo e risolutivo del caso controverso, frutto delle tesi esposte. Il mediatore deve, anche per quanto riguarda la sinossi, assegnare un titolo, coincidente con quello del caso, tuttavia espresso in termini di certezza risolutiva.

Più nel dettaglio, nel caso in cui si voglia aggiungere commenti, che confluiranno in un Workflow aperto precedentemente, si dovrà cliccare sul comando “lascia una risposta”, inserendo nell’apposita casella di testo le parole chiave, che determineranno i tag della propria tesi, che devono cogliere i punti nevralgici delle soluzioni dei problemi proposti. Inoltre si dovrà precisare quale connettore logico, a scelta tra obiezione o precisazione, caratterizzerà il proprio contributo rispetto alla tesi a cui ci si vuole “agganciare” o alla quale si vuole rispondere. Le risposte che vogliano avvallare, precisando solamente un qualche contributo, graficamente saranno caratterizzate da un profilo di colore verde, mentre in caso di obiezione, quest’ultimo sarà rosso. Per completare la propria risposta è fondamentale argomentare dialetticamente, con forti prove a sostegno, la tesi che si vuole sostenere, inserendo l’argomentazione nell’apposita casella, utilizzando argomenti notevoli e persuasivi, appartenenti a fonti quali giurisprudenza, dottrina, fonti normative interne o internazionali, monografie, motori di ricerca giuridici, liste di discussione giuridica, o siti degli studi legali. La necessità di riempire tale casella, aiuta l’utente di CollectIUS a sviluppare quella capacità di inventio, basilare all’interno del ragionamento giuridico, ad ogni suo livello. Gli argomenti si devono esporre seguendo l’ordine che sembri più logico e persuasivo, facendo esercizio quindi di Dispositio. Per quanto riguarda l’attività di Elocutio, si deve cercare di mantenere uno stile distaccato ed astratto, inserendo tra parentesi quadre, così da non interrompere il flusso dialettico dell’argomentazione, gli estremi delle citazioni delle fonti cui fare riferimento, limitandosi solamente a brevi riferimenti. In una fase successiva tali riferimenti potrebbero diventare link ipertestuali ai relativi testi integrali delle opinioni, norme o sentenze. Infine si deve riempire la casella relativa alla tesi, delineando una regola generale, astratta, concisa, essenziale e risolutiva della questione, quasi si trattasse della massima di una sentenza o di una disposizione normativa. La tesi, infatti, è la generalizzazione regolativa del caso e si costituisce come massima esplicativa della soluzione ragionata del problema proposto. Il profilo di chi lascia la risposta sarà sempre rintracciabile, ove l’utente legga le argomentazioni e voglia conoscere chi le abbia scritte. La soluzione del caso sarà visibile interamente all’interno del riquadro riservato alla tesi, invece, lo sarà solo per una parte delle argomentazioni, con un invito a “leggere tutto”. Il lettore sarà, così, attirato prima di tutto dalle soluzioni dei casi e poi dalle argomentazioni, che in futuro potranno essere completamente accessibili solo agli utenti “premium”. Per concludere si dovrà cliccare sull’apposito tasto di conferma sottostante. Questo preciso schema d’inserimento deve essere ripetuto per ogni successiva risposta o commento.

La discussione, costruita idealmente su domande e risposte, deve essere organizzata in uno schema dialettico e si manifesta nell’argomentazione attraverso vere e proprie griglie concettuali. Il sistema di ciclicità a spirale del ragionamento dialettico è costituito visualmente dall’interfaccia della piattaforma, che offre la possibilità di far comprendere anche graficamente come le premesse siano costantemente in discussione, senza la tipica sequenzialità temporale del pensiero analitico. Difatti, la schermata della pagina del sito che viene proposta agli utenti CollectIUS è caratterizzata dalla proposizione della sinossi compendiativa, ai vertici della schermata, così come verrà riproposta ai piedi dell’intera discussione, ivi preliminarmente seguita dall’esposizione del caso controverso. Si vuole così, anche attraverso l’esposizione al contrario, capovolta della discussione, “upside down”, presentando il caso a valle e la sinossi a monte di tutta la discussione, rendere l’idea di ciclicità. Appena sotto alla sinossi si potranno trovare le risposte lasciate dai singoli utenti, siano essere precisazioni od obiezioni, l’una affiancata all’altra. Tale risposte al caso, che potremmo pertanto definire di “primo livello”, sono presentate in ordine cronologico, mettendo quindi in rilievo e facendo visualizzare per primi i commenti più recenti. Ad ogni modo è molto semplice scorrere tra i commenti per risalire, con un semplice click, alle prime risposte. Inoltre, all’interno dello spazio dedicato ad ogni risposta, sarà possibile controllare se proprio a quel commento siano state opposte ulteriori precisazioni od obiezioni, di “secondo livello” in questo caso, che verranno visualizzate appena sotto al commento cui si riferiscano. Lo schema sopra esposto potrebbe ripetersi per ogni commento e a più livelli. La discussione si potrà, quindi, sviluppare sul piano orizzontale nei commenti di primo livello, mentre per accedere alle rispettive risposte di secondo livello, sarà sviluppata in senso verticale, per recuperare poi la visualizzazione sul piano orizzontale, nel caso vi fosse più di un commento. Questo schema di orizzontali e verticali che vanno via via intersecandosi tra loro, rimane compreso tra le due sinossi, che non mutano la propria posizione.

Category Tutorial

Date 6 luglio 2017